Sagra de li Piatti Chini e de li Capu Vacanti

Gagliano del Capo 12 Agosto 2016

Qualche notizia su Gagliano del capo

La cittadina, adagiata sul costone della Serra dei Cianci è stata protagonista di varie vicende feudali così come tanti altri casali di Terra d’Otranto. Durante il dominio angioino (tra il XIII e il XV secolo), fu feudo di Isolda De Nocera, del milite francese Guglielmo Brunel e di Mariotto Corso.
Il borgo antico, circondato da mura che furono edificate tra il 1413 e il 1421, divenne rifugio anche per gli abitanti dei casali vicini durante le feroci incursioni dei Turchi. Sotto il dominio degli Aragonesi, Gagliano fu dotata di Torri costiere come quelle di Montilongo e Novaglie, ma nonostante questo subì continui attacchi dai Saraceni e nel 1547 il pirata algerino Dragut, sbarcato a Salve, attaccò il paese facendo ogni sorta di razzia. Nel 1495 fu concessa da Ferdinando di Aragona alla famiglia Castriota Scanderbegh, i cui discendenti abitarono nel castello di Gagliano situato accanto alla Chiesa Parrocchiale. Nel secolo XVII il feudo passò ai Conti di Alessano e solo nel 1806 il paese fu sciolto da ogni vincolo feudale.
Da visitare l’antica chiesa parrocchiale di San Rocco edificata dal 1574 al 1580, la cappella dell’Immacolata eretta nel 1860; la chiesa e il convento di San Francesco da Paola risalenti al 1613, il preistorico menhir della Croce di Arigliano e la cripta bizantina di Sant’Apollonia a San Dana; il Palazzo Ciardo, casa natale del pittore Vincenzo Ciardo.
I tanti tratturi, antichi sentieri che si snodano svicolando tra le campagne dal paese sino alla costa, un tempo utilizzati dai pastori e dai contadini, oggi sono meta preferita dagli amanti del trekking e della natura. I 9 km di costa ricca di grotte e spettacolari insenature a strapiombo nel mare Adriatico e il canale del Ciolo, con il suo caratteristico ponte, offrono scenari indimenticabili che si aprono sull’infinito.

INFO: 328 25 94 890

Sagra de li Piatti Chini e de li Capu Vacanti

Organizzata dalla Parrocchia San Rocco e dall’Associazione “Memoria e Tradizioni” ha come cornice il centro storico del paese. Tante le specialità gastronomiche locali che allieteranno i palati dei visitatori: la pasta casereccia, preparata con grano prodotto dalle nostre terre; le pittule, pastella preparata con cura e fritta nell’olio di oliva extravergine; le cicuredde a minescia, piatto tipico della sagra, verdure di campagna e di stagione, preparate con antiche ricette che ne esaltano il gusto e il sapore; i dolci, preparati come tradizione delle massaie di un tempo. Ogni specialità è preparata con materie prime prodotte esclusivamente da aziende locali. Tra intensi profumi e deliziosi sapori sarete avvolti e travolti dalla pizzica e dai canti popolari del gruppo LU RUSCIU NOSCIU.